Codice Disciplinare Dirigenti PDF Stampa E-mail
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Determina n. 123/2010

CODICE DISCIPLINARE

per il personale dirigente della Comunit Montana

Comparto: Regioni ed autonomie locali

Area: Dirigenti

Data: 22/02/2010

Tipo: CCNL

Descrizione: Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale dirigente del comparto Regioni e delle autonomie Locali (AREA II) quadriennio normativo 2006-2009 biennio economico 2006-2007



Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Personale Dirigente del comparto Regioni e autonomie locali (Area II) Quadriennio normativo 2006-2009, Biennio 2006-2007

Art. 7
Codice disciplinare

  1. Nel rispetto del principio di gradualit e proporzionalit delle sanzioni in relazione alla gravit della mancanza, sono fissati i seguenti criteri generali riguardo il tipo e lentit di ciascuna delle sanzioni:
    • la intenzionalit del comportamento, il grado di negligenza ed imperizia, la rilevanza della inosservanza degli obblighi e delle disposizioni violate;
    • le responsabilit connesse con lincarico dirigenziale ricoperto, nonch con la gravit della lesione del prestigio dellEnte o con lentit del danno provocato a cose o a persone, ivi compresi gli utenti;
    • leventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, anche connesse al comportamento tenuto complessivamente dal dirigente o al concorso nella violazione di pi persone.
  2. La recidiva nelle mancanze previste ai commi 4, 5, 6, 7 ed 8, gi sanzionate nel biennio di riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravit tra quelle individuate nellambito dei medesimi commi.
  3. Al dirigente responsabile di pi mancanze compiute con unica azione od omissione o con pi azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, applicabile la sanzione prevista per la mancanza pi grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravit.
  4. La sanzione disciplinare pecuniaria da un minimo di 200,00 ad un massimo di 500,00, si applica, graduando lentit della stessa in relazione ai criteri del comma 1, nei casi di:
    1. inosservanza delle direttive, dei provvedimenti e delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonch di presenza in servizio correlata alle esigenze della struttura ed allespletamento dellincarico affidato, ove non ricorrano le fattispecie considerate nellart.55-quater, comma 1, lett.a) del D.Lgs.n.165 del 2001;
    2. condotta, negli ambienti di lavoro, non conforme ai principi di correttezza verso i componenti degli organi di vertice dellEnte, gli altri dirigenti, i dipendenti o nei confronti degli utenti o terzi;
    3. alterchi negli ambienti di lavoro, anche con utenti o terzi;
    4. violazione dellobbligo di comunicare tempestivamente allEnte di essere stato rinviato a giudizio o di avere avuto conoscenza che nei suoi confronti esercitata lazione penale;
    5. violazione dellobbligo di astenersi dal chiedere o accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilit in connessione con l'espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, se non nei limiti delle normali relazioni di cortesia e fatti salvi quelli duso, purch di modico valore;
    6. inosservanza degli obblighi previsti in materia di prevenzione degli infortuni o di sicurezza del lavoro, anche se non ne sia derivato danno o disservizio per lEnte o per gli utenti;
    7. violazione del segreto d'ufficio, cos come disciplinato dalle norme dei singoli ordinamenti ai sensi dellart. 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, anche se non ne sia derivato danno all' Ente.
    8. violazione dellobbligo previsto dallarticolo 55 novies del D.Lgs n. 165 del 2001


Limporto delle ritenute per la sanzione pecuniaria introitato dal bilancio dellEnte.


5. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di quindici giorni si applica nel caso previsto dallart.55-bis, comma 7, del D.Lgs.n.165 del 2001.

6. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di tre mesi, con la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello spettante per il doppio del periodo di durata della sospensione, si applica nei casi previsti dallart.55- sexies, comma 3, e dallart.55 septies, comma 6, del D.Lgs.n.165 del 2001.
7. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi si applica nel caso previsto dallart.55-sexies, comma 1, del D.Lgs.n.165 del 2001.

8. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di 3 giorni fino ad un massimo di sei mesi, si applica, graduando lentit della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:

      1. recidiva nel biennio delle mancanze previste nei commi 4, 5, 6 e 7, quando sia stata gi comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste dai medesimi commi si caratterizzano per una particolare gravit;
      2. minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico, altri dirigenti o dipendenti ovvero alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
      3. manifestazioni ingiuriose nei confronti dellEnte salvo che siano espressione della libert di pensiero, ai sensi dellart.1 della legge n.300 del 1970;
      4. tolleranza di irregolarit in servizio, di atti di indisciplina, di contegno scorretto o di abusi di particolare gravit da parte del personale dipendente;
      5. salvo che non ricorrano le fattispecie considerate nellart.55-quater, comma 1, lett. b) del D.Lgs. n.165 del 2001, assenza ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi lentit della sanzione determinata in relazione alla durata dellassenza o dellabbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravit della violazione degli obblighi del dirigente, agli eventuali danni causati allente, agli utenti o ai terzi;
      6. occultamento da parte del dirigente di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dellEnte o ad esso affidati;
      7. qualsiasi comportamento dal quale sia derivato grave danno allEnte o a terzi, salvo quanto previsto dal comma 7;
      8. atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di dirigenti o altri dipendenti;
      9. atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignit della persona;
      10. grave e ripetuta inosservanza dellobbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun provvedimento, ai sensi di quanto previsto dallart.7, comma 2, della legge n.69 del 2009.

9. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, la sanzione disciplinare del licenziamento si applica:

    1. con preavviso per:
      1. le ipotesi considerate dallart.55-quater, comma 1, lett.b) e c) del D.Lgs.n.165 del 2001;
      2. recidiva plurima, in una delle mancanze previste ai commi 4, 5, 6, 7 ed 8, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia gi comportato lapplicazione della sanzione massima di sei mesi di sospensione dal servizio;
    2. senza preavviso per:
      1. le ipotesi considerate nellart.55-quater, comma 1, lett.a), d), e) ed f) del D.Lgs.n.165 del 2001;
      2. commissione di gravi fatti illeciti di rilevanza penale, ivi compresi quelli che possono dal luogo alla sospensione cautelare, secondo la disciplina dellart. 9, fatto salvo quanto previsto dallart. 10, comma 1;
      3. condanna, anche non passata in giudicato, per:
        1. 1. i delitti gi indicati nellart. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente allart. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e nellart. 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti gi indicati nellart. 58, comma 1, lett. a) e allart. 316 del codice penale, lett. b) e c), del D. Lgs. n. 267 del 2000;
        2. 2. gravi delitti commessi in servizio;
        3. 3. delitti previsti dallart. 3, comma 1 della legge 27 marzo 2001 n. 97;
      4. recidiva plurima di sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano anche forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di dirigenti o altri dipendenti;
      5. recidiva plurima atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignit della persona;

10. Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 8 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto allindividuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei dirigenti di cui allart. 5, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti.
11. Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicit, mediante pubblicazione sul sito istituzionale dellEnte, secondo le previsioni dellart.55, comma 2, ultimo periodo, del D.Lgs.n.165 del 2001.
12. In sede di prima applicazione del presente CCNL, il codice disciplinare deve essere obbligatoriamente reso pubblico nelle forme di cui al comma 11, entro 15 giorni dalla data di stipulazione del CCNL e si applica dal quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Resta fermo che le sanzioni previste dal D.Lgs.n.150 del 2009 si applicano dallentrata in vigore del decreto medesimo.

 
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